Il blog di Alessandro Sivieri aka Siv

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Updated: 1 hour 36 min ago

ImageCopier: aggiornamento

29 August, 2010 - 10:46

ImageCopier 1.3.1.7

Dopo mesi, per non dire anni, in cui non mi ero più dedicato al mio piccolo programmino in C#, ecco un aggiornamento di ImageCopier, che tocca la versione 1.3.1.7.

ImageCopier è una piccola utility che permette la copia di file da un percorso ramificato ad un percorso unico: vi è mai capitato di tornare dalle vacanze e voler mettere insieme tutte le foto che avete, e che tendenzialmente avrete posto in diverse sottocartelle (una per ciascuna scheda di memoria)? Ebbene, da ImageCopier è sufficiente che selezioniate la cartella padre delle sottocartelle di cui sopra come input, una cartella vuota come output, ed il programma copierà i file dalla prima alla seconda, in ordine strettamente alfabetico e numerando correttamente in sequenza i file ivi contenuti.

Ok, ovviamente se usate (come me) un programma di gestione di foto, non ve ne fate assolutamente niente; ma se ordinate voi a mano le vostre immagini sull’hard disk, potrebbe tornarvi utile.

Di fatto, tutta questa spiegazione è stata una scusa per poter giocare un po’ con C#, che potrei definire il primo linguaggio di programmazione serio di cui io abbia mai avuto un libro (e parliamo del 2003, e non vogliamo certo considerare Pascal e BASIC come seri, no?), e con il quale non avevo mai avuto occasione di sperimentare. Il programma naturalmente è rigorosamente cross-platform, e solo una riga di codice deve essere modificata affinchè l’esecuzione sotto Mono avvenga senza problemi (ed aggiungo: solo perchè non ho ancora capito come far andare quella riga sotto Mono senza che lanci una runtime exception). In ogni caso, ecco l’installer per Windows, creato con Nullsoft Installer, ed il consueto archivio di sorgenti per Linux: per il primo, le dipendenze (ovvero il runtime di .NET >= 2.0) vengono installate automaticamente, per il secondo dovete assicurarvi di avere installato il compilatore e le librerie base di Mono.

Rispetto alla versione precedente, ho reso l’utility vagamente più furba, ovvero ora la parte di copia viene eseguita in un thread in background, con il progresso visualizzato correttamente nell’UI; c’è anche un’altra modifica che vorrei fare prossimamente, vale a dire l’ordinamento dei file secondo la data riportata dai metadati EXIF, invece che secondo l’ordine alfabetico; vedremo se ce ne sarà il tempo nei prossimi giorni.

Tra parentesi: avete notato che ora i file .exe di Mono possono essere eseguiti da console direttamente, senza dover specificare l’interprete mono?

HP DeskJet 710C: 10+ anni di onorato servizio

21 August, 2010 - 11:35

HP DeskJet 710C

Foto ricordo della gloriosa HP, che ci ha reso più di 10 anni di onorato servizio e che abbiamo pensionato due giorni fa: quante cose stampate con questo oggetto in tanti anni!

Le minchiate uscite alle superiori sono state un’enormità, come ad esempio il Libro delle Ombre di Streghe, o le mappe dei livelli di Tomb Raider III fatte da TGM (ti ricordi, Matt?), e da lì ad arrivare alle dispense dell’università. Un po’ di tristezza c’è, anche se non credo comunque che la butteremo (metti che succeda qualcosa al successore?). Faccio notare, comunque, come non abbia mai dato alcun problema, e sia stata usata ininterrottamente senza mai mostrare la propria età.

Voglio proprio vedere se la HP che ho comprato l’anno scorso per il mio appartamento a Milano si rivelerà analoga…

Sei mesi di Matlab

21 August, 2010 - 11:30

Ho passato i primi cinque anni di università a stare il più alla larga possibile da Matlab, per niente entusiasta di imparare un linguaggio di programmazione di matematica discreta, io che venivo da cinque anni passati al Liceo usando Derive (il miglior programma di matematica continua (e non solo, peraltro) mai esistito, se volete il mio parere); e devo ammettere che questo piano è stato un successo: passati con nonchalance gli pseudo-laboratori dei corsi di matematica della triennale, poi non se ne è più sentito parlare. Fino all’anno scorso.

Il corso di “Analisi e sintesi di immagini” prevedeva, infatti, un progetto relativo ai contenuti, e per allora io avevo sviluppato una certa voglia di immergermi in questo linguaggio/piattaforma/IDE, non so se per tutte le pubblicità “Do you speak Matlab” in quarta di copertina tutti i mesi su Spectrum; il progetto che ho scelto (e di cui parlerò quando lo avrò consegnato, non prima) peraltro mi permetteva di scegliere l’ambiente ed il linguaggio che volevo, ma dato che avevo già intravisto le potenzialità delle funzioni di analisi delle immagini di Matlab stesso, mi sono rivolto direttamente ad esso, ed ora, dopo circa sei mesi di lavoro (non continuo, naturalmente!), posso dare un primo giudizio sull’andazzo generale.

L’ambiente

L’IDE di sviluppo è sicuramente interessante, e la quantità di librerie usabili piuttosto alta e di qualità, e lo posso dire pur avendo solo la Student Edition + NN tools; le uniche due pecche riscontrate sono l’editor, che non riapre i file che aveva aperti l’ultima volta (ma può essere che io non abbia visto un’opzione che faccia al caso mio), ed il fatto che per alcune operazioni, o a fronte di qualche problema, non sia possibile bloccare l’esecuzione corrente del codice, rendendo necessario in un paio di occasioni un sonoro kill del processo.

Il linguaggio

Sul linguaggio si pecca un po’: alcune funzioni non sono di così immediata comprensione, e mi rendo conto che in alcuni casi sia più che altro dovuto al fatto che non si è abituati a lavorare sempre e comunque con matrici; in altri casi, alcuni comportamenti sono veramente assurdi (length restituisce 2 sia a fronte di [a b] che [a; b], e non è così immediato pensare che size ha un secondo parametro per indicare la dimensione: un bel metodo rows, per esempio, avrebbe fatto comodo), oltre al fatto che qualche metodo di list comprehension sarebbe stato utile. Il vero problema in questo caso (e parlo per esperienza, avendo cercato di replicare la libreria lists di Erlang in Matlab) è che le funzioni lambda sono limitate ad un solo statement, cosa veramente incredibile.

Si sente anche (parecchio!) la mancanza di un contenitore tipo ArrayList, ovvero in cui si possa fare inserimento/sostituzione di elementi ad accesso casuale: certo, diranno gli utenti di Matlab, ci sono le celle per questo, ma decisamente siamo anni luce indietro, dato che hanno due metodi utili e manca il resto della libreria adatta.

La sintassi delle classi non è male, è un po’ un incrocio tra Python (bisogna inserire self ad ogni metodo, e non sono richieste parentesi!) e C++ (suddivisione tra parametri, metodi pubblici, metodi privati…); certo, bisogna abituarsi a creare gli oggetti senza new, ma di nuovo Python si comporta tale e quale. In compenso, la necessità nella definizione di funzioni di avere una variabile di ritorno da assegnare è veramente stupida: ma return non ha insegnato nulla?

Giudizio finale

Direi che il tutto si merita un bell’8, anche se ogni tanto alcune idiosincrasie (ad esempio i complaints perchè si è modificato il codice di una classe ed, a detta sua, esistono ancora oggetti vecchi non eliminati (da eliminare con clear, secondo lui, anche se ciò si rivela inutile)) rendono la vita decisamente difficile.

KDE SC 4.5

10 August, 2010 - 14:28

KDE SC 4.5

Un anno di eeePC

7 August, 2010 - 10:32

Asus eeePC 1005HA

E’ ormai quasi un anno che possiedo felicemente un eeePC come quello in figura (il mio non ce l’ho sottomano, altrimenti avrei messo una foto originale), e da un paio di mesi ho “in canna” questo post, un omaggio al piccolo computerino che ormai mi segue come un’ombra da quando è stato acquistato.

Devo ammettere, ad oggi, e non me ne voglia il pur fedele e potente Dell da cui sto scrivendo, che il 1005 è stato il mio miglior acquisto di computer ever, ed è in questo momento lo strumento informatico cui tengo di più nel mio “parco macchine”: questo perchè, nonostante le performance non certo stratosferiche (insomma, un Atom non è certo una scheggia, specie tenendo presente che lo si usa soprattutto in batteria ed in risparmio energetico), mi ha veramente accompagnato ovunque ed in qualunque attività:

  • navigazione Web e lettura documenti in università
  • sviluppo progetti in università, con diverse tecnologie coinvolte
  • Nepomuk Workshop @Freiburg, il che ha implicato compilazione di codice C++ in macchina virtuale (!!!), con Eclipse aperto di fianco
  • presentazione slide in diversi momenti (lezioni Linux, dipartimento…)
  • presentazione di diversi progetti
  • partite in multiplayer ad UrbanTerror

Insomma, in sostanza qualunque applicazione io abbia gira tranquillamente sull’eeePC; l’unico momento in cui non mi sono sentito di sfruttarlo è stato alla lezione multimediale ai corsi Linux, anche se probabilmente avrebbe comunque fatto il suo dovere (essendo stata una demo abbastanza tranquilla).

Volendo, l’unica pecca è il mancato raggiungimento delle famigerate 8 ore di durata: in genere si aggira tra le 5 e le 6, e sono quasi convinto che con l’ultima Ubuntu duri qualcosina di meno, ma non ne ho le prove certe, è solamente un’impressione. Ma questo non è comunque un problema: a febbraio ho fatto un viaggio di andata Padova – Milano, la presentazione di un progetto ed il ritorno Milano – Padova, e non ho comunque finito la batteria: per la maggior parte degli usi, la durata è comunque più che accettabile.

Voto: 10/10.

Verso il digitale (non terrestre)

7 August, 2010 - 10:16

Nuovo Kindle

Ieri ho pre-ordinato il nuovo Kindle, versione solo Wifi, dal buon Amazon a 139$: ho deciso di approfittare dell’offerta, anche se dovrò aspettare un mesetto prima che arrivi, con in mente un obiettivo ben chiaro: transitare sempre di più verso un digitale puro.

E’ già parecchio tempo che tendo ad evitare di stampare ogni documento che mi passi davanti, come ho invece fatto per diversi anni, e mi limito a stampare quanto strettamente necessario; ora, finalmente, se il Kindle rispetta le sue promesse, potrò definitivamente leggere i miei documenti, anche quelli più lunghi, senza alcuno spreco di carta ma soprattutto di inchiostro della stampante, e senza l’affaticamento della vista tipico degli schermi dei PC.

Oltre a questo, ho le migliori intenzioni di spostare l’acquisto dei libri in inglese verso il digitale, quindi in formato Kindle, sia che si tratti di narrativa (e acquisto in un anno più di qualche libro in lingua originale, e gli ultimi due volumi della “Torre Nera” potrebbero inaugurare la serie) che di informatica (vedi i manuali da PragProg o O’Reilly, in genere le mie due fonti principali). A questo seguirà il “porting” dell’abbonamento a IEEE Spectrum a solo PDF (come ho già fatto con IEEE Computer Magazine, ma quest’ultimo lo leggo di rado).

Infine, vorrei spostare anche l’acquisto musicale verso il solo formato digitale, come peraltro avevo già iniziato a fare qualche anno fa con iTunes: avevo poi smesso, nel momento in cui il programmino per convertire i file mp4 con DRM in mp3 aveva smesso di esistere. Ora vorrei ricominciare, o tramite iTunes stesso se finalmente ha abbandonato il DRM (e qui mi rivolgo agli Apple users di turno: ha smesso del tutto?), o appena Amazon Music decide di permettere anche a noi italiani di acquistare mp3.

Chissà che io riesca ad evitare il più possibile lo spreco di carta, plastica e $materiale_dei_cd. Obiettivo dichiarato per il 2011.

Trasparenze

5 August, 2010 - 11:42

Trasparenze in Matlab

Ecco l’utilità delle finestre trasparenti in fase di trascinamento: permettono di vedere le sovrapposizioni tra grafici in Matlab…

P.S.: se non è chiaro, ci sono due finestre sovrapposte: quella in primo piano produce la parte nera della figura, mentre quella in secondo piano mostra un’ombra grigia.

Numbers

17 July, 2010 - 10:51

Dato che sono ben due settimane che non scrivo, butto giù un’osservazione: ogni tanto qualcuno si lamenta di “Numbers”, il telefilm sui matematici che risolvono polizieschi, le cui teorie in effetti in alcuni casi sono tirate un po’ per i capelli.

Quest’anno, tuttavia, nella stagione che stanno ora trasmettendo, sarà il destino ma stanno utilizzando tutta una serie di tecnologie (e relative basi teoriche) che sto studiando proprio in questa sessione d’esami, ad esempio:

  • il simplesso, usato per risolvere un problema di programmazione lineare (ora non ricordo di preciso il caso): Ricerca operativa
  • un set di robot da utilizzare per mappare automaticamente la zona di un disastro ferroviario: Agenti autonomi (ed anche altri esami gà dati)
  • un file audio con rumori di fondo da filtrare per poter comprendere il messaggio di un infiltrato: Computer music

Insomma, le coincidenze aumentano…

Tradimenti di Java

4 July, 2010 - 21:04

Il codice incriminato:

public class Test { public static void main(String[] args) { String a1 = "test"; String a2 = "test"; System.out.println(a1 == a2); a2 = new String("test"); System.out.println(a1 == a2); } }

Il primo confronto ritorna true, mentre il secondo false: ora, io avevo sempre pensato che una stringa inizializzata nel primo modo fosse semplicemente una scorciatoia al posto di new, invece a quanto pare sono due cose profondamente diverse. Il primo confronto dovrebbe, a norma di legge, confrontare i riferimenti, non i contenuti, ed invece non è così (nonostante i due oggetti siano dichiarati separatamente).

Perchè l’ho chiamato tradimento? Bè, perchè questo viola chiaramente il presupposto degli oggetti in Java: per quanto le stringhe siano un tipo base, sono comunque oggetti a tutti gli effetti, o almeno lo erano prima di questa scoperta… inutile dire che vale lo stesso fattaccio anche per gli oggetti che incorporano i tipi base (Integer vs. int). Questo dimostra comunque che conviene usare equals, dato che se una stringa viene ricreata l’== non funziona più, ma resta un notevole pacco.

Un ringraziamento a Maintux, che ha insinuato il seme del dubbio, ed a Sante che ha condiviso un’istanza di Eclipse all’uopo.

Phonon & VLC

19 June, 2010 - 15:47

Se avete notato qualche rallentamento nei programmi multimediali con KDE (parliamo principalmente di Amarok), soprattutto nelle ultime versioni, ebbene ciò potrebbe essere dovuto al backend in uso: quello maggiormente utilizzato, fino a qualche tempo fa, era Xine (GStreamer esiste, ma non lo si è mai considerato molto performante), ma ha avuto nel tempo diversi problemi ed è quindi in fase di abbandono, specie alla luce di una nuova collaborazione tra KDE ed il gruppo di sviluppatori di VLC.

E’ già possibile testare una versione in sviluppo del nuovo backend (e posso dire che è sparito quel fastidioso bug/feature che faceva sì che un click sulla pausa di Amarok provocasse la pausa del brano dopo almeno 2 secondi…), e su Ubuntu è discretamente semplice: aggiungete un repository su Launchpad con VLC 1.1 (che, ricordo, è RC), quindi aggiornate ed assicuratevi di avere libvlc-dev on board; scaricate il repository Git di Phonon-VLC, quindi compilatelo (assicurandovi di passare -DCMAKE_INSTALL_PREFIX=/usr, così da evitare che Phonon non veda il backend stesso al termine dell’installazione; questo parte dal presupposto che KDE sia in /usr), installatelo e lanciate un bel kbuildsycoca4 –noincremental. Quindi andate nelle impostazioni audio e cambiate backend

Provate per credere!

Sembrowser 0.3

18 June, 2010 - 18:11

Sembrowser 0.3

Hi everyone!

I have just released Sembrowser version 0.3 (sources here, Ubuntu packages here); not much changes since 0.2, time is always a problem, but it was worth publishing it because of the two most important features added:

  • text filtering for tags: thanks for all the facilities provided by kdelibs, in few lines of code I have added an edit box for narrowing the tag list by searching through some text;
  • the facet-term underlying structure is changed, with its classes trying to follow the Model-View-Controller architectural pattern; in this way, it should be easier to add new facets or new views, with less code involved. Please notice that this may not be the final structure: some discussions are happening right now about this, so things may change soon.

Just a reminder: Sembrowser is a (very poor) clone of Dolphin, and it is not meant to substitute the default KDE file browser: it is being developed for testing faceted browsing of Nepomuk metadata applied directly to file browsing; the side panel offering this new functionality may (hopefully) someday be ported to Dolphin itself (or to some other Nepomuk apps). So, do not complain about missing functionalities (for the manager part), because I have just added the most important ones, but they are not the main goal here.

Here in Politecnico the exam session is starting right now, so the next month will be a little busy for me; fortunately, by the end of july I should have finished all of my exams, so I should have some more time to dedicate to KDE (especially if some things will get realized as I wish, but more on this later).

Upgrade alla 3.0

18 June, 2010 - 10:37

E’ uscita la versione 3.0 di WordPress, e scrivo queste due righe solo per dire che sono ammirato della velocità dell’upgrade… memore di altri passaggi tra minor version della 2.x, ero pronto ad aspettare anche qualche minuto, ed invece in qualcosa come 15 secondi l’upgrade è stato fatto!

Spettacolo… ribadisco che WordPress è il miglior gestore di siti esistente, quantomeno ad oggi.

Windows 7 updates

16 June, 2010 - 19:43

Win7 updates

Aaaaah! Ma quanti minchia di updates hai?

Update: Arduino & Java

13 June, 2010 - 11:34

Brevissimo update del mio ultimo post su Arduino & Java: ho verificato un sospetto che avevo, ed in effetti il codice di test funziona, il problema era dovuto ad una differenza di baud rate: il default dello sketch è 57600, mentre quello della classe Java Arduino è 115200; sovrascritto quest’ultimo valore (usando un costruttore diverso), la demo funziona correttamente.

In allegato, il codice aggiornato (con tanto di script Ant, se non volete usare Eclipse; dovrete comunque passare il path della libreria nativa all’interprete, temo): Arduino – Eclipse.

Arduino? Un’altra classe nel vostro programma…

10 June, 2010 - 14:55

Ieri ho avuto il piacere di giocare con la seguente guida, che di fatto è un’unione di altre due guide, e permette di programmare l’Arduino in Java.

“Eh?”, diranno i puristi. Ebbene sì: caricando nel microprocessore uno sketch incluso tra gli esempi del PDE di Arduino (StandardFirmata), e creando un progetto Java sotto Eclipse (ma non siete obbligati ad usare un IDE, vi basta anche una mano di Vim) con giusto un paio di jar di Processing, una sorta di sottolinguaggio costruito per fare arte e programmare (non chiedetemi una definizione migliore, non saprei darvela, nemmeno io ho le idee chiarissime su cosa diavolo sia), è possibile di fatto impiegare l’Arduino come un oggetto remoto.

Ora, non vorrei che l’ultima definizione spaventasse qualcuno, ma il corso di sistemi distribuiti ha avuto i suoi effetti: nel codice Java diviene possibile, con questa modalità, creare un oggetto della classe Arduino (che trovate linkata nell’articolo di cui sopra), e su di esso chiamare i metodi corrispondenti alle API C++ che normalmente si usano per programmare la piattaforma; la classe stessa si occupa di comunicare via seriale con l’hardware Arduino e, tramite lo sketch caricato in precedenza, di eseguire in remoto i comandi e restituire il risultato direttamente in Java.

Ora, questo potrà sembrare una bella sega mentale e basta, ma in realtà apre alcune prospettive decisamente interessanti: per quanto, così facendo, si perda la caratteristica di standalone del circuito elettrico, dato che la comunicazione seriale diventa obbligatoria (tenete presente che il programma che caricate nel microprocessore si limita ad eseguire comandi remoti, non li memorizza), resta il fatto che trattare Arduino come un semplice oggetto, come tutte le altre cose in Java, permette una certa flessibilità sicuramente interessante, ed evita al programmatore di dover mettere le mani direttamente nel protocollo seriale per gestire la comunicazione stessa (oltre al fatto che si utilizza un linguaggio serio(TM), per quanto comunque il PDE di Arduino nasconda una parte del codice C++ necessario a far funzionare i vostri circuiti).

Insomma, non ho ancora fatto grossi esperimenti in merito, ma sicuramente è una modalità stimolante e da approfondire.

P.S.: rispetto all’articolo linkato in alto, è necessario aggiungere che deve essere importato anche il jar di RxTx, la libreria seriale, che trovate nella stessa cartella di Processing dove si trova Serial.jar; all’archivio Java va inoltre aggiunta la libreria librxtx.so, sempre dalla stessa cartella, che potete settare nelle proprietà del Build Path in Eclipse come nativa per rxtx.jar.

P.S.S.: includo anche uno zip del progetto di esempio dell’articolo, così com’è, con incluse anche le librerie richieste, già impostate nel progetto di Eclipse; resta il fatto che, ad un primo test, il led incluso nell’Arduino non si sia acceso, nonostante io abbia usato il pin 13, ma potrei aver cannato qualcosa (e, d’altro canto, l’autore dice di usare un led esterno, che io non ho). Arduino – Eclipse

Prima occhiata a MeeGo 1.0

27 May, 2010 - 23:02

Ci ho messo un paio di giorni, ma alla fine mi sono accorto che la prima versione di MeeGo, il noto sistema operativo (o meglio, distribuzione Linux) sviluppato in collaborazione tra Intel e Nokia, e’ stato rilasciato, e si poteva decisamente fare un test sul mio eeePC (che ricordo essere il 1005HA, cui peraltro sto per dedicare un post a parte). Ecco quindi una prima occhiata al sistema.

Il test e’ stato effettuato live, con boot da chiavetta USB: l’avvio e’ estremamente rapido, parliamo di 10-15 secondi dal click nel menu fino all’apertura della schermata principale, chiamata MyHome.

MyHome

Il menu in alto, visualizzato sempre quando ci si trova in questa schermata, riporta di fatto le categorie presenti: oltre alla gia’ citata home, ce ne sono altre come le impostazioni di rete, i devices, il menu delle applicazioni, il gestore della raccolta musicale… quando un’applicazione e’ avviata, la barra scompare e riappare solo se si sfiora la parte superiore dello schermo.

Applicazioni

Ecco il menu delle applicazioni, con aperta la tendina relativa ad Internet…

Google Chrome

… e Google Chrome avviato in tutto il suo splendore. MeeGo e’ infatti scaricabile in due versioni, una con Chrome ed una senza, con la differenza che per la prima e’ necessario accettare a parte la licenza proprietaria del browser stesso al momento del download; io cosi’ ho fatto, dato che uso abitualmente questo browser e non sono particolarmente preoccupato del discorso licenze.

Un difetto notato in questa schermata e’ la forse eccessiva dimensione della barra del titolo, che potrebbe essere un poco ridotta; non ho ancora scoperto se esiste tale impostazione, potrebbe quindi essere gia’ possibile eseguire questa modifica.

Impostazioni

Ecco la famigerata schermata delle impostazioni: ad una prima occhiata non e’ cosi’ entusiasmante: sembrerebbe essere infatti una versione impoverita del CC di Gnome, che gia’ sappiamo essere estremamente povero di settaggi (almeno in confronto a KDE).

Sinceramente non ho capito se il gestore del desktop sia una versione moddata di Gnome, o piuttosto qualcosa di totalmente diverso; sto ancora leggendo la documentazione sul sito, quindi e’ possibile che sia riportato, in ogni caso la struttura assomiglia a quest’ultimo (e soprattutto i programmi audio/video/messaging sono gli stessi di questo).

Garage

L’installazione di nuove applicazioni e’ gestita tramite un programma simile (nella struttura) a Synaptic, anche se MeeGo non si appoggia ad apt (bensi’ ad rpm); esiste anche questo Garage, schermata da cui e’ possibile installare alcune delle apps disponibili nei repository, apps che generalmente sono corredate da una descrizione ed alcuni screenshot.

Terminale

Ecco, naturalmente, il terminale, che in un buon sistema Linux non puo’ certo mancare.

In conclusione

Ok, e’ stata piu’ una galleria di immagini che una recensione vera e propria, in ogni caso il giudizio non e’ malvagio; essendo di fatto una distro Linux, dovrebbe essere gia’ compatibile con tutti i soliti programmi, ed uscendo direttamente dalla Intel vorrei sperare che sia in grado di gestire come si deve il comparto energetico (da sempre croce e delizia dell’amato pinguino), almeno sul suo hardware.

Le prestazioni sono buone, cosi come l’idea di integrare alcune applicazioni in schermate unificate, di fatto creando un’interfaccia nuova per Empathy, per Evolution, per un aggregatore di social network… Unici due difetti riscontrati, un crash (di fatto un logout seguito da login automatico) quando ho provato a modificare i settaggi della tray, ed il fatto che nonostante la lingua sia settata ad italiano, la tastiera sia rimasta in inglese (avrete notato gli apostrofi al posto degli accenti).

In sostanza, sarei sinceramente curioso di provare ad installare questo sistema al posto di Ubuntu, su questo computer, ed approfondirne la conoscenza; valutero’ la cosa e vi sapro’ dire! Nel frattempo daro’ pure un’occhiata all’SDK, che tra l’altro dovrebbe includere le Qt 4.6, quindi dovrebbe trovare i miei favori senza troppe difficolta’.

Good lesson!

21 May, 2010 - 15:37

L'ultima slide di ieri

Ottima la riuscita della lezione di ieri sul multimedia & GNU/Linux:  la partecipazione non è stata altissima, ma il pubblico presente era in compenso interessato (non mancano mai i giovani aspiranti musicisti!); non ho mostrato molte funzionalità dei programmi proposti, ma d’altronde già così la presentazione è durata circa un’ora, e le due demo live hanno preso decisamente tempo.

Unica pecca la gestione dei volumi: le casse non erano male ma non avevo sufficiente feedback, ed il volume al massimo da KMix ha comportato che alcuni suoni siano riusciti un poco distorti, nonostante avessi droppato al volo un paio di effetti che avrei voluto comunque applicare. In ogni caso, nel complesso non ho di che lamentarmi.

Chiudo perciò con le slide della lezione ed il breve estratto del tema del film “The Rock”, registrato al volo ieri.

The Rock theme – excerpt

Ultima lezione dei Corsi Linux

19 May, 2010 - 22:54

Corsi Linux 2010

Domani c’è l’ultima lezione dei corsi Linux 2010, organizzati come sempre dal POuL; si parlerà di videogiochi e multimedia, in particolare io parlerò del secondo argomento, come fare musica con Linux, con dimostrazioni live

Partecipate numerosi!

Touchscreen, iPad, KDE Plasma Netbook

19 May, 2010 - 10:28

Ecco uno dei video pubblicati da Marco Martin, l’autore di KDE Plasma Netbook, sullo stato dell’unione verso la release 4.5; lo riporto qui non tanto perchè io sia un utilizzatore di quest’interfaccia, quanto più che altro perchè ieri sera mi sono sparato l’intero keynote di Steve Jobs sull’iPad (meglio tardi che mai, no?), ed oltre ad essermi quasi innamorato di detto prodotto (che, ve lo dico, mi comprerei subito se avessi i soldi da buttarci, specie tenendo conto che la conversione dollaro -> euro è stata fatta 1:1, maledetto cambio di valuta…), ammetto che l’aver visto il video qui riportato mi ha ricordato, almeno in parte, l’interfaccia Apple.

Ora, non dico che si equivalgano, specie perchè ovviamente Marco non ha un iPad su cui provarlo, e non so se esista il supporto multitouch anche in altri device, ma l’idea di avere un prodotto analogo (e per analogo intendo con la stessa durata di batteria) ma con sopra Linux e KDE Plasma Netbook, mi attira veramente da morire…